I coniugi Arnolfini
1434Olio su tavola di quercia82.2 × 60 cmNational Gallery, Londra, Regno Unito
La storia
Pochi dipinti nascondono tanti segreti quanto questa piccola tavola di quercia. Nel 1434 Jan van Eyck ritrasse una coppia benestante nella sua stanza a Bruges: Giovanni di Nicolao Arnolfini, mercante lucchese, e sua moglie. Per secoli l’opera è stata conosciuta come «Le nozze Arnolfini» ed è ancora oggi uno dei quadri più discussi della storia dell’arte.
Guardate le mani. L’uomo alza la destra come per un giuramento, mentre con la sinistra tiene la mano della moglie. Molti studiosi vi hanno letto il momento di una promessa di matrimonio: nel Quattrocento una coppia non aveva bisogno né di un prete né di una chiesa per sposarsi; bastava la promessa. Il fatto che lui prenda la mano di lei con la sinistra e non con la destra è stato persino interpretato come segno che la sposa fosse di rango inferiore.
Poi guardate lo specchio sulla parete di fondo. Vi vediamo la coppia di spalle – e altre due figure sulla porta, proprio dove stiamo noi spettatori. Una di loro potrebbe essere il pittore stesso. Sopra lo specchio, in eleganti lettere latine, ha scritto «Johannes de eyck fuit hic 1434» – «Jan van Eyck fu qui, 1434». Sembra quasi la firma di un testimone.
Quasi ogni oggetto sembra parlare. L’unica candela accesa in pieno giorno è stata letta come la presenza di Dio; il cagnolino come fedeltà e ricchezza; le arance vicino alla finestra – frutti rari e costosi al Nord – come segno di lusso; le scarpe lasciate a terra come richiamo a un luogo sacro. La donna non è incinta, come molti pensano a prima vista: sta raccogliendo le pesanti pieghe del suo abito alla moda, e quella silhouette arrotondata era l’ideale di bellezza del tempo.
Oggi molti storici dubitano che si tratti davvero di un matrimonio. Alcuni vi vedono il ritratto di una coppia che attesta rango e ricchezza; altri un’opera commemorativa – la prima moglie di Arnolfini, Costanza, morì nel 1433, un anno prima della data sul muro. Il dipinto custodisce il suo segreto, e forse è per questo che continuiamo a tornarci.
Curiosità
I dieci minuscoli medaglioni intorno allo specchio convesso raffigurano scene della Passione di Cristo.
Prima di arrivare a Londra il dipinto appartenne agli Asburgo e rimase per secoli nella collezione reale spagnola. La National Gallery lo acquistò nel 1842.
Van Eyck costruì l’immagine con strati sottili e trasparenti di colore a olio: così ottenne dettagli come il pelo del cane, lo scintillio del lampadario d’ottone e i riflessi dello specchio.